“Operazione Trovatore”

Insieme all’opera con “Operazione Trovatore”
progetto speciale dei Percorsi di visione 2016/2017 il 2 marzo al Teatro Costanzi – Teatro dell’ Opera di Roma


N.B. Ogni appuntamento dei percorsi di visione della Casa dello Spettatore prevede un incontro preliminare e successivo alla visione, con relativi documenti di ricerca e un biglietto ridotto riservato solo a quanti si iscrivono e partecipano agli incontri.

• INFORMAZIONI E ADESIONI •
casadellospettatore@gmail.com


Giovedì 2 marzo 2017
IL TROVATORE
Teatro Costanzi
Piazza Beniamino Gigli, 1 00184 Roma

Musica di Giuseppe Verdi
Opera in quattro parti
Libretto di Salvatore Cammarano
tratto dall’omonimo dramma spagnolo di Antonio García Gutiérrez
Orchestra e Coro del Teatro dell’Opera di Roma
Nuovo allestimento in coproduzione con De Nationale Opera di Amsterdam e Opéra National di Parigi
Con sovratitoli in italiano e inglese

Trama

PARTE PRIMA – IL DUELLO
Atrio nel palazzo dell’Aliaferia a Saragozza, residenza dei monarchi d’Aragona. Ferrando, capitano delle guardie, narra agli astanti la storia di Garzia, figlio del vecchio conte di Luna e fratello del loro attuale giovane signore. Un giorno una zingara venne sorpresa vicino alla sua culla: accusata di malefizio, la donna venne uccisa sul rogo. Per vendicare la madre, la figlia della gitana rapì Garzia e, tempo dopo, si trovarono nel luogo del supplizio le ossa di un bambino ancora fumanti. La donna aveva bruciato il figlio del suo nemico. Alla morte del padre, l’attuale Conte ha giurato di non interrompere le ricerche della colpevole.
Giardini del palazzo. Leonora, dama di compagnia della regina, si confida con l’ancella Ines: si è innamorata di un cavaliere che, senza insegne, s’impose in un torneo, ma la guerra civile li ha separati. Le dame si allontanano e il conte di Luna giunge per dichiararsi a Leonora, di cui è perdutamente innamorato. Lo ferma la voce di un trovatore: è Manrico, il valoroso cavaliere incognito, che canta la sua dama. Leonora torna sui suoi passi e, ingannata dall’oscurità, si getta fra le braccia del Conte. Manrico si palesa risolvendo l’equivoco, ma il Conte ravvisa in lui non solo il rivale in amore, ma anche un pericoloso avversario politico, seguace del ribelle conte d’Urgel. I due iniziano a duellare, mentre Leonora cade a terra svenuta. 

PARTE SECONDA – LA GITANA
Un campo di zingari sui monti della Biscaglia. Azucena, già protagonista del racconto di Ferrando, intona una canzone dedicata a una zingara arsa sul rogo. Accanto a lei giace convalescente il figlio Manrico, cui la gitana narra la sua tragedia: volendo vendicare la madre ha scaraventato nelle fiamme il proprio figlio, invece di quello del conte di Luna che aveva sottratto alla culla. Il trovatore dubita delle proprie origini, ma la madre lo rassicura: del suo affetto sono prova le cure che gli ha prodigato dopo che Luna, assalendolo col suo drappello, l’ha lasciato moribondo sul campo di battaglia. Nel duello all’Aliaferia precedente lo scontro, Manrico stava invece per trafiggere il rivale, quando un richiamo interiore lo aveva fermato. Appreso da un messo che, credendolo morto, Leonora ha deciso di entrare in convento, il giovane parte per riconquistare l’amore, vincendo le resistenze della madre. Un chiostro vicino alla fortezza di Castellor. Il Conte e i suoi uomini si apprestano a rapire Leonora mentre si avvia al monastero, ma arriva il trovatore seguito dal luogotenente Ruiz e dalle sue truppe, sventando il piano del rivale. Mentre Luna dà in escandescenze, Leonora, incredula, abbraccia il suo cavaliere.

PARTE TERZA – IL FIGLIO DELLA ZINGARA
Accampamento sotto le mura di Castellor. Le sue truppe sono schierate e il Conte pregusta il momento in cui potrà riconquistare non solo la rocca, tenuta dall’esercito ribelle di Manrico, ma anche la donna che ama. La cattura di una gitana che vagava nei paraggi gli fornisce ulteriori motivi di gioia: sottoposta a tortura, la donna rivela di essere la madre del trovatore, mentre Ferrando riconosce in lei la zingara che aveva rapito il fratello del Conte. Mandando a morte l’autrice di quel delitto, il Conte avrà vendetta completa.
Sala adiacente alla cappella nella fortezza di Castellor. Manrico e Leonora si apprestano a sposarsi prima della battaglia decisiva. Ma Ruiz porta la notizia della cattura di Azucena, e Manrico parte per salvarla dal rogo.

PARTE QUARTA- IL SUPPLIZIO
Un’ala del palazzo dell’Aliaferia con una torre d’angolo. L’esercito di Manrico è stato sconfitto. Leonora è riuscita a fuggire da Castellor e a far perdere le sue tracce ma ora, introdotta da Ruiz, ha raggiunto la torre dove Manrico è prigioniero. La giovane ascolta la voce del trovatore che proviene dalla torre, mentre un coro intona un «Miserere» per chi è in punto di morte. Pronta a tutto pur di salvarlo, Leonora offre se stessa al Conte, che ha già condannato al rogo Azucena e il trovatore alla decapitazione: questi, incredulo, accetta. Per non adempiere al patto la giovane sugge di nascosto una dose letale di veleno.
Orrido carcere. Manrico attende il supplizio insieme ad Azucena che, terrorizzata dalle fiamme, alterna torpore e veglia. Irrompe Leonora, che porta la grazia ottenuta dal rivale: l’annuncio manda su tutte le furie Manrico, che ingenerosamente le rinfaccia l’accordo con il rivale. Ma il veleno agisce, e di fronte alla verità Manrico intende e si pente. Anche il Conte, tuttavia, apprende l’inganno, e quando Leonora muore manda immediatamente il trovatore al patibolo. Risvegliatasi di soprassalto, Azucena svela, anch’essa in punto di morte, il mistero: Manrico era Garzia, il fratello di Luna. La vendetta della zingara è finalmente compiuta.

Durata: 2,50 h circa – I e II PARTE 1,10 h – INTERVALLO 30′ – III e IV PARTE 1,10 h
DIRETTORE Jader Bignamini
REGIA Àlex Ollé (La Fura dels Baus)
COLLABORATORE ALLA REGIA Valentina Carrasco
MAESTRO DEL CORO Roberto Gabbiani
SCENE Alfons Flores
COSTUMI Lluc Castells
LUCI Urs Schönebaum

INTERPRETI PRINCIPALI
IL CONTE DI LUNA Simone Piazzola /
Rodolfo Giugliani 3, 5, 8
LEONORA Tatiana Serjan /
Vittoria Yeo 3, 5, 8
AZUCENA Ekaterina Semenchuk /
Silvia Beltrami 3, 5, 8
MANRICO Stefano Secco /
Diego Cavazzin 3, 5, 8
FERRANDO Carlo Cigni
INES Reut Ventorero*
RUIZ Aleandro Mariani*
VECCHIO ZINGARO Riccardo Coltellacci /
Francesco Luccioni 3, 7, 8, 10
MESSO Aurelio Cicero /
Giordano Massaro 3, 7, 8, 10

* Dal progetto “FABBRICA”- YOUNG ARTIST PROGRAM del Teatro dell’Opera di Roma

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