Dialogo con gli antichi / Cittadino e spettatore

Un’immersione nel mito di Medea, nell’intreccio delle relazioni e nelle sfumature dei punti di vista, attraverso le parole di autori antichi e contemporanei per formare un dialogo che è incontro e scontro di opposti. 

A cura di Roberta Ortolano

Dialogo con gli antichi è uno dei Percorsi di visione di Casa dello spettatore all’interno del progetto “Cittadino e spettatore  – Per una formazione del pubblico teatrale a Roma”, sostenuto dal MIBAC.

Sono previsti incontri gratuiti preliminari e/o successivi alla visione di ciascuno spettacolo, con materiali appositamente predisposti dai curatori del percorso.


Informazioni e iscrizioni: info@casadellospettatore.it


PURGATORIO
Sabato 7 ottobre ore 20:00 / Teatro Piccolo Eliseo

“Purgatorio” di Ariel Dorfman – scrittore da sempre impegnato nella difesa dei diritti umani – che riprende il mito di Medea e gli ingredienti della tragedia classica e scrive una nuova opera teatrale sulla violenza e la crudeltà. Condannati o Redenti, Vittime o Carnefici, Sinceri o Bugiardi, il Purgatorio è un luogo astratto dove un uomo e una donna sono chiamati a confrontarsi con le loro sanguinose vite passate, per maturare consapevolezza delle azioni compiute e tentare di redimersi.

Di Ariel Dorfman, traduzione di Alessandra Serra, regia Carmelo Rifici, con Laura Marinoni, Danilo Nigrelli, scene e costumi Annelisa Zaccheria, musiche Zeno Gabaglio, soprano Sandra Ranisavljevic, disegno luci Matteo Crispi, video Roberto Mucchiut, in Video Edoardo Chiodi e Michelangelo Colella, produzione Luganoinscena

MEDEA
Sabato 28 ottobre ore 21:00 / Teatro Quirino

Un doveroso omaggio a Luca Ronconi con uno spettacolo che è una pietra miliare della storia del teatro nazionale ove l’attore veste i panni femminili di Medea. “Medea – leggiamo nelle note di regia di Ronconi – è una ‘minaccia’, una ‘minaccia’ che incombe imminente anche sul pubblico”. Per questo suo essere misteriosa e mostruosa può essere interpretata da un uomo. La sua non è una tragedia della femminilità. Fin qui, le letture in chiave psicologica di Medea portano a considerare questo personaggio il prototipo dell’eroina combattuta tra il rancore per il proprio uomo e l’amore per i propri figli. In realtà Medea è il prototipo del minaccioso impersonato da uno straniero. Un attore, dunque, che non interpreta una donna, bensì un uomo che recita una parte femminile, laddove la femminilità è usata come maschera per commettere una serie mostruosa di delitti. “Medea dallo sguardo di toro”, infatti, è smisurata, dotata di un potere sinistro che si accanisce sulle nuove generazioni, i suoi figli.

CTB Centro Teatrale Bresciano, Teatro de Gli Incamminati, Piccolo Teatro di Milano – Teatro d’Europa, di Euripide, regia LUCA RONCONI ripresa da Daniele Salvo, traduzione Umberto Albini, con Franco Branciaroli, Alfonso Veneroso, Antonio Zanoletti, Tommaso Cardarelli, Livio Remuzzi, Elena Polic Greco Elisabetta Scarano, Serena Mattace Raso, Arianna di Stefano, Francesca Mària, Odette Piscitelli, Alessandra Salamida, Raffaele Bisegna, Matteo Bisegna, scene Francesco Calcagnini riprese da Antonella Conte, costumi Jaques Reynaud ripresi da Gianluca Sbicca, luci Sergio Rossi, riprese da Cesare Agoni

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