Regie osservate / Cittadino e spettatore

Due spettacoli che, nel loro legame più o meno diretto con Shakespeare, offrono spunti di riflessione sul lavoro della regia.

A cura di Giorgio Testa e Alessandra Zibellini Fortuna

Regie osservate è uno dei Percorsi di visione di Casa dello spettatore all’interno del progetto “Cittadino e spettatore  – Per una formazione del pubblico teatrale a Roma”, sostenuto dal MIBACT.

Sono previsti incontri gratuiti preliminari e/o successivi alla visione di ciascuno spettacolo, con materiali appositamente predisposti dai curatori del percorso.


Informazioni e iscrizioni: info@casadellospettatore.it


RE LEAR
Martedì 21 novembre ore 21:00 / Teatro Argentina

“Chi non ha saputo vedere diventa cieco, chi non ha capito perde la mente…
chi ha tradito sprofonda nel tradimento, chi è puro viene trucidato.”
[…] Barberio Corsetti, che immagina il suo spettacolo diviso in tre parti come il regno di Lear: il dramma delle due famiglie, Lear e Gloucester, fatto di interni in cui il pubblico avrà un ruolo attivo; la tempesta, la natura che si confonde con la mente, qui la scena perde i contorni della realtà; la guerra che arriva come una battaglia di soldatini, in cui un re dovrebbe essere salvato dalla figlia che ha cacciato, ma perde lasciando al potere la necessità di ricostituirsi intorno ad un nuovo personaggio”.

Di William Shakespeare, traduzione Cesare Garboli, regia e adattamento Giorgio Barberio Corsetti, con Ennio Fantastichini, Michele Di Mauro, Roberto Rustioni, Francesco Villano, Francesca Ciocchetti, Sara Putignano Alice Giroldini, Mariano Pirrello, Pierluigi Corallo, Gabriele Portoghese, Andrea Di Casa, Antonio Bannò, Zoe Zolferino, scene e costumi Francesco Esposito, luci Gianluca Cappelletti, musiche composte e eseguite dal vivo Luca Nostro, ideazione e realizzazione video Igor Renzetti e Lorenzo Bruno, assistente alla regia Giacomo Bisordi

HAMLETMACHINE
Venerdì 15 dicembre ore 21:00 / Teatro India

Concepito nel 1977 dopo il primo viaggio in America dell’autore, Hamletmachine nasce originariamente dall’incontro tra lo scrittore della DDR Heiner Müller e Robert Wilson, venendo alla luce quasi nove anni più tardi. Müller dichiarò successivamente che la versione concepita da Wilson fosse “il miglior spettacolo di sempre” nella sua intera carriera, celebrando l’opera per l’incredibile e innovativo impianto illuminotecnico e visivo e per la quasi totale assenza di interpretazione scenica. Elogiato da Gordon Rogoff nei suoi scritti come “un trionfo”, valse a Wilson un Obie Award come Miglior Regista.
Lo spettacolo non è stato più ripreso dal debutto a New York del 1986, seguito dalla versione tedesca dello stesso anno, e ritorna in scena dopo ben trentuno anni.

Testi di Heiner Müller, ideazione, regia, scene e luci Robert Wilson, co-regia Ann-Christin Rommen, adattamento luci John Torres, collaboratore alle scene Marie de Testa, costumi Micol Notarianni, dai disegni originali di William Ivey Long, make-up Manu Halligan, drammaturgia originale Wolfgang Wiens, musiche Jerry Leiber e Mike Stoller, sound design originale Scott Lehrer, con i performers de Accademia Nazionale d’Arte Drammatica Silvio d’Amico Liliana Bottone, Grazia Capraro, Irene Ciani, Gabriele Cicirello, Renato Civello, Francesco Cotroneo, Angelo Galdi, Alice Generali, Adalgisa Manfrida, Paolo Marconi, Eugenio Mastrandrea, Michele Ragno, Camilla Tagliaferri, Luca Vassos, Barbara Venturato, nuova versione basata sulla produzione originale del 7 Maggio 1986 alla New York University, New York con i performer dell’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica Silvio D’Amico, progetto Change Performing Arts, commissionato da Festival di Spoleto 60 per l’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica Silvio d’Amico.

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