Ennesime e prime – Antigone

Percorsi di visione 2018

Il 20 marzo con “Ennesime e prime” andremo incontro alla visione di “Antigone” al Teatro Argentina.

Classici tante volte messi in scena e spettacoli al loro primo incontro con il pubblico, in alternanza, nella stessa stagione. Tradizione e novità, repertorio consolidato e sperimentazione di nuove strade, in dialogo tra di loro e, soprattutto, nell’esperienza che ne fa lo spettatore. Per una riflessione sulla lunga durata e sui larghi confini del teatro. Didattica della visione a cura di Giorgio Testa


N.B. Ogni appuntamento dei percorsi di visione prevede incontri di formazione preliminari e/o successivi allo spettacolo, condotti da un mediatore dell’associazione. Ogni partecipante riceverà il documento di ricerca appositamente predisposto per l’occasione e un biglietto ridotto per lo spettacolo.

Il programma dei percorsi di visione potrebbe subire delle variazioni.
Per adesioni e maggiori informazioni: info@casadellospettatore.it


CALENDARIO
20 marzo incontro preliminare e visione dello spettacolo (Teatro Argentina)
18 aprile incontro successivo alla visione (Facoltà di Lettere Filosofia – Università Tor Vergata)

20 marzo 2018 ore 21.00
Teatro Argentina
Antigone
di Sofocle

traduzione: Simone Beta, drammaturgia: Sandro Lombardi e Federico Tiezzi, regia: Federico Tiezzi con: Ivan Alovisio, Francesca Benedetti, Marco Brinzi, Carla Chiarelli, Lucrezia Guidone, Lorenzo Lavia, Sandro Lombardi, Francesca Mazza, Annibale Pavone, Federica Rosellini, Josafat Vagni, Massimo Verdastro, scene: Gregorio Zurla, costumi: Giovanna Buzzi, luci: Gianni Pollini
20 marzo 2018 ore 21.00 TEATRO ARGENTINA Largo di Torre Argentina, 52

“Molte sono le cose mirabili, ma nessuna è più mirabile dell’uomo.” Sofocle

Dopo il felice esito del Calderón di Pier Paolo Pasolini, Federico Tiezzi torna a realizzare uno spettacolo per il Teatro di Roma, Antigone, uno dei massimi capolavori che ci abbia lasciato la grande cultura di Atene. Rappresentata per la prima volta durante le Grandi Dionisie di Atene nel 442 a. C., Antigone si riallaccia al ciclo tebano di Edipo e dei suoi discendenti. Al cuore della tragedia è lo scontro tra l’eroina che si fa portatrice dei valori della legge naturale, e Creonte, che rappresenta la legge degli uomini. Da un lato i valori religiosi del clan familiare, dall’altro le esigenze, diremmo oggi, dell’ordine pubblico. Il testo di Sofocle intreccia, come ha sottolineato per la prima volta Friederich Hegel, le naturali prerogative del sangue e le leggi dello Stato, ma vede il trionfo di un nuovo diritto, creato da una guerra che non è altro che violenta sopraffazione. Come ha ben dimostrato George Steiner, la figura e i temi portanti di Antigone sono stati sempre “attuali” nel corso dei secoli: innumerevoli le riscritture le traduzioni celebri, i melodrammi e perfino i fumetti ispirati alla sua vicenda. In questa continua alternanza di luci e di ombre, dove speranza e disperazione si alternano di continuo grazie anche all’uso retorico della cosiddetta “ironia tragica”, in cui il bene e il male si confondono grazie all’insistito ricorso all’ambiguità, la vicenda si conclude con uno degli esiti più tragici nella storia del teatro greco, che il coro riassume con la frase “non c’è per l’uomo la possibilità di sfuggire alla sorte che gli è stata destinata”.


I Percorsi di visione di Casa dello Spettatore.

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