Canto in Scena – Percorsi di visione

a cura di Francesca Ferri

Indagare la relazione fra voce cantata, racconto scenico e spazio teatrale. Tre artiste: una compositrice, una regista, una interprete. Tre sguardi al femminile sul teatro musicale odierno, con due drammaturgie originali e un gran classico del teatro d’opera.

– Le avventure di Pinocchio
– La Traviata
– L’uomo seme


Ogni appuntamento dei percorsi di visione prevede incontri di didattica della visione preliminari e/o successivi allo spettacolo, condotti da un mediatore dell’associazione. Ogni partecipante riceverà il documento di ricerca appositamente predisposto per l’occasione.

Per adesioni e maggiori informazioni: 
info@casadellospettatore.it


Le avventure di Pinocchio

Aula Ottagona (ex Planetario) – Via Giuseppe Romita, 8
giovedì 22 novembre ore 19:00

Lucia Ronchetti torna al Festival cimentandosi con l’allestimento di uno spettacolo per grandi e bambini. Insieme ai solisti dell’Ensemble Intercontemporain, la compositrice, tra le più apprezzate oggi in Italia ed Europa, rilegge Le Avventure di Pinocchio di Carlo Collodi e dà vita a una pièce di teatro musicale in cui i cinque strumenti solisti incarnano i diversi personaggi della celebre storia. Ispirandosi al teatro di strada italiano e alla Historie du soldat di Stravisnkij, infatti, Ronchetti riscrive il suo Pinocchio come una forma leggera ed essenziale di opera da camera che, inserita in spazi diversi (in questo caso l’Aula Ottagona delle Terme di Diocleziano), permette ai bambini di avvicinarsi ai personaggi e interagire spontaneamente con i musicisti. Così il percorso di trasformazione di Pinocchio, prima burattino di legno poi bambino vero, diventa un viaggio musicale che fa propri i paesaggi sonori italiani della drammaturgia fantascientifica di Collodi e genera eventi caleidoscopici pieni di suspense e pericolo.

Commedia strumentale per soprano en travesti e strumentisti solisti (2015)
Testi da Le avventure di Pinocchio di Carlo Collodi
Durata 60′
Coproduzione Ensemble InterContemporain, Opera de Rouen Soprano Juliette Allen
Direzione Ensemble Intercontemporain: Matthieu Roy
Personaggi: Pinocchio (e la Fata Turchina) soprano en travesti Il Gatto (e il Corvo) corno La Volpe (e la Civetta, Medoro, il Serpente) violino Geppetto (e il Grillo Parlante, il Delfino) violoncello Mangiafuoco (e Lucignolo, il Pescatore verde) contrabbasso Il Terribile Pesce-cane (e i Burattini, la Lumaca, il Colombo) percussioni

La Traviata

Teatro Costanzi – Piazza BeniamIno GIgli, 1
venerdì 25 gennaio ore 20:00

Opera in tre atti
Libretto di Francesco Maria Piave
Tratto da La Dame aux Camélias di Alexadre Dumas figlio

Direttore: Stefano Ranzani e Carlo Donadio (3 novembre)
Regia: Sofia Coppola
Maestro del Coro: Roberto Gabbiani
Scene: Nathan Crowley
Scenografo collaboratore: Leila Fteita
Costumi: Valentino Garavani, Maria Grazia Chiuri, Pierpaolo Piccioli
Regista collaboratore: Marina Bianchi
Coreografia: Stéphane Phavorin
Luci: Vinicio Cheli
Video a cura di Officine K

Interpreti principali

Violetta Valery: Francesca Dotto
Alfredo Germont: Arturo Chacón-Cruz
Giorgio Germont: Sebastian Catana
Flora: Erika Beretti
Annina: Chiara Pieretti
Barone Douphol: Roberto Accurso
Marchese D’Obigny: Andrea Porta
Dottor Grenvil: Graziano Dallavalle
Gastone: Pietro Picone

Orchestra, Coro e Corpo di Ballo del Teatro dell’Opera di Roma
Allestimento del Teatro dell’Opera di Roma creato da Valentino Garavani e Giancarlo Giammetti
con sovratitoli in italiano e inglese
Durata: 3,30 h circa – I ATTO 30′ – INTERVALLO 30′ – II ATTO 1,25 h – INTERVALLO 30′ – III ATTO 35′

L’uomo seme

Teatro Vascello – Via Giacinto Carini, 78
sabato 9 marzo ore 21:00

Sonia Bergamasco prosegue – dopo Karenina, Il Ballo, Il Trentesimo Anno, Louise e Renée – la sua esplorazione del femminile attraverso la lingua forte e appassionata di Violette Ailhaud, autrice di uno stupefacente manoscritto.
Inno spiazzante alla vita, L’uomo seme è uno spettacolo corale concepito in forma di ballata, in cui racconto, canto e azione scenica cercano un punto di equilibrio essenziale. L’albero-casa al centro della scena – realizzato da Barbara Petrecca – si anima delle luci di Cesare Accetta e dei movimenti scenici curati da Elisa Barucchieri. Sul palco, accanto a Sonia Bergamasco, le Faraualla – splendido quartetto di cantanti attrici – e il musicista performer Rodolfo Rossi.
«Quando una storia ci colpisce al cuore sentiamo il bisogno di raccontarla di nuovo per ritrovare, in chi guarda e ascolta, conferma del nostro sguardo. Questo è quello che mi è successo quando ho letto L’uomo seme, testimonianza viva di un’esperienza unica e sconvolgente. In un villaggio di montagna dell’Alta Provenza, all’indomani della Grande guerra, tutti gli uomini sono morti. Il paese è abitato solo da donne e bambini. Violette Ailhaud, testimone dei fatti, trova solo allora e finalmente le parole per raccontare di quando, ancora ragazza, il suo villaggio aveva vissuto un’identica tragedia. Violette affiderà questo suo memoriale a un notaio con l’incarico di consegnarlo alla più giovane delle sue discendenti. Una lingua forte, scabra e ventosa ci conduce in cima alle montagne dove è ambientata la vicenda e dove vive questa comunità di sole donne che stringerà uno straordinario patto per la vita. Svetlana Aleksievic nel suo grande libro di inchiesta La guerra non ha un volto di donna scrive che il racconto della guerra nasce, nella tradizione, da percezioni prettamente maschili, rese con parole maschili. Nei racconti delle donne non c’è, o non c’è quasi mai, ciò che siamo abituati a sentire: gente che ammazza eroicamente altra gente e vince o viene sconfitta. E anche se sembra che il tempo presente, tempo di guerra permanente, sia anche il tempo delle donne soldato – curde, americane, israeliane – resta tuttavia la percezione che per entrare nella lingua della guerra “guerreggiata” le leve femminili abbiano la necessità di mascolinizzarsi. Sono altri i racconti femminili, e parlano d’altro. La guerra raccontata al femminile ha i propri colori, odori, una sua interpretazione dei fatti ed estensione dei sentimenti. Dove non ci sono eroi e imprese strabilianti, ma persone reali impegnate nella più disumana delle occupazioni dell’uomo. E a soffrirne non sono solo le persone, ma anche i campi, e gli uccelli, e gli alberi. Ogni cosa che convive con noi su questa terra. Inno spiazzante alla vita, l’Uomo seme è un racconto corale in forma di ballata, in cui narrazione, canto e azione scenica cercano un punto di equilibrio essenziale.» Sonia Bergamasco

Racconto di scena ideato e diretto da Sonia Bergamasco
dal L’uomo seme di Violette Ailhaud (traduzione di Monica Capuani)
Drammaturgia musicale a cura di Rodolfo Rossi e del quartetto vocale Faraualla
Con: Sonia Bergamasco, Rodolfo Rossi, Loredana Savino, Gabriella Schiavone, Maristella Schiavone, Teresa Vallarella
Scene e costumi: Barbara Petrecca
Luci: Cesare Accetta
Cura del movimento: Elisa Barucchieri assistente alla regia Mariangela Berardi
Costumi realizzati presso la sartoria del Teatro Franco Parenti diretta da Simona Dondoni
Si ringrazia per la collaborazione Triennale Teatro dell’Arte, e il Comune di Lucera

I Percorsi di visione per la stagione 2018/2019 sono parte del progetto “Casa dello Spettatore. Per una formazione del pubblico.” realizzato con il sostegno del MiBAC


 

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