Giornata di studio sulla formazione del pubblico

Esperienze, strategie, destinatari, prospettive
a cura di Casa dello Spettatore


Casa dello Spettatore eredita e prosegue il lavoro realizzato in precedenza dai suoi soci fondatori nell’ambito del Centro Teatro Educazione (CTE), la struttura per l’educazione al teatro che l’Ente Teatrale Italiano ha promosso e sperimentato dal 1997 al 2010. Nel 2017 ricorre il ventennale della nascita del CTE e dell’avvio delle prime ricerche sulla formazione del pubblico, che avrebbero anticipato le numerose elaborazioni intorno all’audience development

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Una giornata di studio, un’occasione per una panoramica sui modelli di lavoro e i progetti pilota elaborati nel tempo da Casa dello Spettatore, come stimolo e avvio di un confronto aperto tra chi in Italia lavora strutturando percorsi formativi, intorno al teatro e al suo pubblico, in un contesto ampio di spettacolarità diffuse. Un tempo di riflessione destinato ad operatori, insegnanti, spettatori, artisti e studiosi coinvolti nella condivisione di un orizzonte comune declinato in molti modi, e dunque la possibilità di arricchire la ricerca di ognuno con gli sguardi di tutti. L’incontro vuole essere una ulteriore tappa per approfondire la posizione che lo spettacolo dal vivo ha nei consumi culturali di una comunità che cambia, indagare la figura del mediatore teatrale e la sua evoluzione, cercare modi differenti in cui elaborare strategie efficaci, perché i cittadini possano sperimentare il loro ruolo di spettatori in maniera creativa e consapevole.

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Audience development a chi?

Abbiamo sentito e letto tante volte, forse troppe, che il teatro è in crisi, che mancano i fondi, che la situazione è drammatica, che non ci sono spazi, che quelli che ci sono chiudono o rischiano di chiudere, che i giovani autori, attori e maestranze sono mal pagate, o peggio, non pagate, che chi ha ruoli di responsabilità non rischia, che le idee non circolano, che non si fa rete, che il sistema è malato.

Tutto (forse) vero, ma noi continuiamo a credere che senza pubblico – prima di tutto – non c’è teatro. Nonostante tutto noi ci siamo, andiamo a teatro insieme, ci formiamo ed educhiamo insieme, in un convivio di spettatori che prima di tutto sono cittadini.

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