Romanzi a teatro – Ragazzi di vita

Il percorso di visione “Romanzi a teatro” chiude il suo dittico con Ragazzi di Vita letto da Fabrizio Gifuni al Teatro Vascello Martedì 7 marzo 2017 alle 21.00


N.B. Ogni appuntamento dei percorsi di visione della Casa dello Spettatore prevede un incontro preliminare e successivo alla visione, con relativi documenti di ricerca e un biglietto ridotto riservato solo a quanti si iscrivono e partecipano agli incontri.

INFORMAZIONI E ADESIONI
casadellospettatore@gmail.com


Fabrizio Gifuni legge
RAGAZZI DI VITA
di Pier Paolo Pasolini
Fabrizio Gifuni in collaborazione con Solares Fondazione delle Arti
Teatro Vascello, Martedì 7 marzo 2017 ore 21:00
Via Giacinto Carini, 78, 00152 Roma

«Logica di scelta e principio di piacere, le parti che mi emozionavano di più, ma anche cercando di restituire un arco narrativo pur per ellissi e in maniera frammentaria. Al centro del romanzo corale, c’è sicuro il Riccetto, già presente nel monologo di Giuseppe Bertolucci, è un archetipo dell’immaginario pasoliniano che lo disegna fin da giovanissimo. E quello che mi appassiona sono i passaggi continui dalla vita all’opera e viceversa. I ricci erano un’ossessione che Pasolini dichiarò in una poesia giovanile (“Danza di Narciso”), poi riscritta con la stessa struttura metrica, ma con spirito mutato, più in nero. In una di queste, in friulano, scrive: “Posso solo dire che dal male dei ricci non si può guarire”». Continua a leggere “Romanzi a teatro – Ragazzi di vita”

Romanzi a teatro – Lacci

Il primo appuntamento del percorso di visione Romanzi a teatro è con Lacci al Teatro Eliseo il 7 febbraio 2017.


N.B. Ogni appuntamento dei percorsi di visione della Casa dello Spettatore prevede un incontro preliminare e successivo alla visione, con relativi documenti di ricerca e un biglietto ridotto riservato solo a quanti si iscrivono e partecipano agli incontri.

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Martedì 07 febbraio 2017 ore 20.00
Lacci al Teatro Eliseo
Via Nazionale, 183 00184 – Roma

“Se tu te ne sei scordato, egregio signore, te lo ricordo io: sono tua moglie.” – Domenico Starnone

Si apre così la lettera che Vanda scrive al marito che se n’è andato di casa, lasciandola in preda ad una tempesta di rabbia impotente e domande che non trovano risposta. Si sono sposati giovani all’inizio degli anni Settanta, per desiderio di indipendenza, ma poi attorno a loro il mondo è cambiato e ritrovarsi a trent’anni con una famiglia a carico è diventato un segno di arretratezza più che di autonomia.

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