Teatro destinazione scuola

L’ educazione al teatro
per insegnanti e studenti delle scuole
di ogni ordine e grado


Come tutte le cose che si acquisiscono, anche imparare ad essere spettatori fa parte di un processo di apprendimento che deve passare per alcune tappe: una vera e propria “didattica”, capace di creare il terreno adatto ad accogliere l’esperienza del vedere insieme, dal vivo. Tale pratica ha l’occasione di essere integrata e valorizzata all’interno del piano formativo scolastico, arricchendolo. Si prevede dunque un accompagnamento alla visione degli spettacoli per esplorare tutto ciò che vive oltre la scena, dentro di essa e nelle sue immediate vicinanze, attraverso un prima ricco di attese e aspettative e un dopo di reazioni e rielaborazioni. Un’attività mirata a costruire consapevolezza e ad attivare conoscenze e spunti di riflessione; una serie di azioni per rendere autonomo lo spettatore e radicare in esso l’interesse per il teatro, restituendo dignità e senso al ruolo primario del pubblico: vedere. Questo processo formativo indirizzato ai bambini e ai ragazzi – “Tre volte almeno” – viene affiancato da una proposta di formazione dedicata agli insegnanti – “Portare a vedere”.

Teatro destinazione Scuola accoglie e sviluppa lo spirito del documento del MIUR “Indicazioni strategiche per l’utilizzo didattico delle attività teatrali previste per l’anno 2016/2017” e riferito alla Legge 13 luglio 2015 n. 107, in particolare laddove si indica che “[…] l’attività teatrale abbandona definitivamente il carattere di offerta extracurriculare aggiuntiva e si eleva a scelta didattica […]”, e se ne riconosce il “[…] valore didattico, pedagogico ed educativo che coniuga intelletto ed emozione, ragione e sentimento […]”

BROCHURE


Gli strumenti di Teatro destinazione scuola:

Tre volte almeno

Percorso di accompagnamento
alla visione per studenti delle scuole
di ogni ordine e grado.

Secondo i parametri dell’Istat bisogna leggere almeno tre libri l’anno per essere considerati lettori e lettrici, per quanto deboli. Questo traguardo, seppur talora con qualche fatica, è di solito alla portata degli studenti e delle studentesse. Ma come regolarsi con l’essere spettatori? Assistere a tre spettacoli in un anno può essere l’unità minima per dirsi spettatori? Andare a teatro tre volte nell’arco dell’anno, in gruppo e con la guida di un mediatore specializzato, rappresenta un primo passo per ristabilire un rapporto con l’arte scenica e rafforzare una comunità a partire dalla fondamentale esperienza di vedere insieme qualcosa che ci riguarda intimamente, fin dalla prima infanzia.
Nel corso di una decennale esperienza, sono stati messi a punto e collaudati modelli di didattica della visione che, sulla base di alcuni specifici stimoli, sollecitano nelle nuove generazioni una riflessione condivisa che spazia da aspetti tematici e linguistici a questioni tecniche ed espressive della messa in scena. La conversazione segue sempre una modalità di apprendimento cooperativo che utilizza il coinvolgimento emotivo e cognitivo del gruppo come strumento di apprendimento senza imporre una visione precostituita. Si prevede l’organizzazione di un incontro preliminare e uno successivo alla visione (della durata di un’ora) per ognuno dei tre spettacoli proposti. Vengono inoltre strutturati specifici materiali appositamente realizzati, in cui ritrovare di volta in volta spunti e tracce per stimolare un percorso comune di conoscenza.
Il calendario degli incontri in classe sarà concordato con gli insegnanti in base alle esigenze della scuola e alle date degli spettacoli scelti all’interno della selezione che accompagna il progetto.
È possibile selezionare anche soltanto uno spettacolo tra tutti quelli programmati all’interno del progetto, purché accompagnato dal lavoro formativo.
Per le scuole superiori:
Tre volte almeno può essere inserito tra le attività dell’Alternanza scuola Lavoro vista l’opportunità che gli studenti e le studentesse hanno di entrare in contatto con una rete di operatori teatrali e culturali e acquisire nuove competenze critiche.

Portare a vedere

Percorso di accompagnamento
alla visione per insegnanti delle scuole
di ogni ordine e grado

A garantire l’incontro tra teatro e pubblico delle nuove generazioni è soprattutto la scuola e l’insegnante. Il percorso d’accompagnamento è pensato come una ricerca aperta e condivisa intorno a quel “prima” di attese, curiosità, conoscenze e ipotesi che accompagnano lo spettatore nel tempo che precede lo spettacolo, e a quel “dopo” di reazioni e rielaborazioni. Ogni incontro è sostenuto inoltre da specifici materiali appositamente pensati, in cui ritrovare di volta in volta spunti e tracce da percorrere, utili anche per poter riproporre il lavoro all’interno delle classi.
Al fine di rendere consapevoli gli insegnanti del loro connaturato ruolo di mediatori, gli incontri, strettamente collegati agli spettacoli proposti, saranno incentrati sulla riflessione intorno ai passi da compiere per incontrare uno spettacolo dal vivo, sulle loro passate esperienze di mediazione teatrale e culturale, sulle strategie per costruire un percorso di educazione al teatro, condiviso e partecipato con alunni e alunne. Tale approccio oltre a rafforzare la relazione tra gli insegnanti, garantisce loro la sperimentazione su se stessi di esperienze formative e operative immediatamente trasferibili e attuabili, costruendo così un patrimonio comune intergenerazionale.
Il calendario degli incontri si concorderà in base alle esigenze dei partecipanti e degli spettacoli scelti. Qualora il corso non venga attivato nella scuola di pertinenza, i docenti interessati potranno partecipare a percorsi di formazione attivati in altre sedi comunicando la propria intenzione.
La formazione indirizzata ai docenti potrà andare ad integrare il lavoro dedicato agli studenti e alle studentesse o essere scelta come unica esperienza.

Per maggiori informazioni:
laura.squarcia@casadellospettatore.it


Proposte spettacoli 2018-2019
per la scuola dell’ infanzia, primaria e secondaria inferiore

Novembre

HANÀ E MOMÒ
lunedì 12 e martedì 13 novembre 2018
Teatro Biblioteca Quarticciolo
Via Ostuni, 8
PRINCIPIO ATTIVO TEATRO
ETÀ 3-8 ANNI
DURATA: 50 MINUTI
GENERE: TEATRO D’OGGETTI E D’ATTORE
COSTO: BIGLIETTO 6 EURO
La storia di Hanà e Momò èquella di due bambine che sedute l’una di fronte all’altra all’esterno di un grande cerchio fatto di sabbia, si ritrovano a giocare escogitando fantasiose invenzioni. Momò però non ha alcuna intenzione di condividere i suoi giochi con l’invadente amica, preferisce invece dedicarsi ai suoi disegni sulla sabbia. Anche Hanà vorrebbe farlo, ma ostacolata dalla arroganza di Momò, che la costringe in una piccola porzione di spazio, risponde stuzzicandola con le sue creazioni strampalate. Così pesci giganti disegnati da Momò saranno costretti ad abdicare a favore di un serpente volante creato da Hanà… Una progressiva e coinvolgente sfida tra bambini che mette in evidenza le differenze caratteriali delle due in un susseguirsi di quadri dove prevaricazione e dispetti daranno spazio all’evolversi di giochi, resi possibili solo grazie alla loro reciproca e incalzante immaginazione. Attraverso l’invenzione di micro storie si snoda un racconto ritmato da continue azioni e reazioni dove, farfalle di carta, rebus da risolvere, tesori da scoprire coinvolgeranno le due protagoniste contagiando anche il pubblico. Il loro incontrarsi e scontrarsi sarà, infatti, dettato dalla capacità che le due avranno di sorprendersi e superarsi. La fine della storia sancirà però non un vincitore ma un’amicizia; finalmente Hanà e Momò scopriranno quanto sia più importante attingere dallo stimolo reciproco, dalla gioia del fare insieme, piuttosto che superarsi.
“Solo in questo consiste per me la vita, nel fluttuare tra due poli, nell’oscillazione tra i due pilastri portanti del mondo. Vorrei con gioia far vedere sempre la beata varietà del mondo e anche sempre ricordare che al fondo di questa varietà vi è un’unità“. (Herman Hesse)

Dicembre

ZANNA BIANCA
Liberamente ispirato ai romanzi e alla vita avventurosa di Jack London
giovedì 6 e venerdì 7 dicembre 2018
Teatro Sala Umberto
Via della Mercede, 50
COMPAGNIA INTI
ETÀ: DAGLI 8 ANNI
DURATA: 60 MINUTI
GENERE: NARRAZIONE, TEATRO D’ATTORE
COSTO BIGLIETTO: 8 EURO
Ti supplico di lasciar libera ogni cosa, come io ho lasciato libera ogni cosa. Chiunque tu sia, tu che mi tieni in mano adesso, lasciami e parti per la tua strada. Walt Whitman
L’amore non addomestica.
Sui muri di Napoli
Nel grande Nord, al centro di un silenzio bianco e sconfinato, una lupa con chiazze di pelo color rosso cannella sul capo e una lunga striscia bianca sul petto, ha trovato la tana migliore dove far nascere i suoi cuccioli. Tra questi un batuffolo di pelo che presto diventerà il lupo più famoso di tutti i tempi: Zanna Bianca. Luigi D’Elia e Francesco Niccolini tornano nel luogo che amano di più, la grande foresta. Ma se cinque anni fa l’avevano raccontata con gli occhi di un bambino meravigliato e di un nonno esperto e silenzioso, questa volta rinunciano agli esseri umani e alle loro parole, per incontrare chi della foresta fa parte come le sue ombre, il muschio, l’ossigeno: i lupi. Questo è uno spettacolo che ha gli occhi di un lupo, da quando cucciolo per la prima volta scopre il mondo fuori dalla tana a quando fa esperienza della vita, della morte, della notte, dell’uomo, fino all’incontro più strano e misterioso: un ululato sconosciuto, nella notte. E da lì non si torna più indietro. Un racconto che morde, a volte corre veloce sulla neve, altre volte si raccoglie intorno al fuoco. Un omaggio selvaggio e passionale che arriva dopo dieci anni di racconto della natura, a Jack London, ai lupi, al Grande Nord e all’antica e ancestrale infanzia del mondo.

Gennaio

AUSCHWITZ,
UNA STORIA DI VENTO
Dalla App interattiva che racconta  l’olocausto ai ragazzi
domenica 27 e lunedì 28 gennaio 2019
Teatro Biblioteca Quarticciolo
Via Ostuni, 8
FABRIZIO PALLARA / COMPAGNIA MAMAROGI
ETÀ: DAGLI 8 ANNI
DURATA: DURATA 50 MINUTI
GENERE: TEATRO D’ATTORI E DISEGNI DAL VIVO
COSTO BIGLIETTO: 6 EURO
JouJou e Didier, due fratelli, due adulti; ma erano bambini ad Auschwitz. Attraverso i loro occhi il racconto della loro storia dentro la Storia: il viaggio verso il campo di concentramento e la vita all’interno, ricordi che affiorano da quel tempo tragico che negava la vita e poi se la portava via. Una storia tra mille: i giochi e la fantasia per sfuggire all’orrore, per vedere al di là del filo spinato, oltre la neve, oltre il vento che sempre soffiava e trovare una flebile speranza, il miraggio del ritorno a casa. Una storia che non dà risposte ma continua a creare domande, per riflettere su quello che è accaduto e che continua ad accadere, dentro un’umanità senza memoria. Uno spettacolo che diventa un diario, fatto d’immagini, emozioni, di suoni e musiche, di spazi, di persone e di vento, e poi il cancello di Auschwitz al centro della scena, come monumento, confine sottile tra umano e disumano. Partendo dall’esperienza di successo della app Auschwitz, una storia di vento ideata da Franco Grego e realizzata da ilparagrafoblu, lo spettacolo affronta con delicatezza il tema della Shoah non solo come evento storico, ma come emblema di ogni discriminazione.

Febbraio

BABY TERRA
lunedì 4 e martedì 5 febbraio 2019
Teatro Brancaccino
Via Mecenate, 2
COMPAGNIA ECCENTRICI DADARÒ
ETÀ: 3-5 ANNI
DURATA: 45 MINUTI
TECNICHE: ESPRESSIONE CORPOREA,
CLOWNERIE, COREOGRAFIA
COSTO BIGLIETTO: 8 EURO
Ogni storia ha un inizio, e la storia dell’universo ha un inizio bellissimo! Sì ma, prima di ogni cosa, all’inizio dell’inizio, prima che cominciasse a piovere, a scendere la notte e poi a splendere il sole, prima che cominciassero a brillare le stelle, prima dell’acqua, del vento, degli alberi, dei pesci, degli animali tutti… cosa c’era…? In un altrove sospeso due buffi e magici personaggi sono chiamati ad occuparsi della nascita della Terra. Sì, perché anche la Terra prima di diventare grande, forte e meravigliosa è stata piccola e fragile. Ma come fare senza istruzioni per l’uso? Quali saranno gli “ingredienti” giusti per prendersi cura e far schiudere la vita? Tra gags divertenti e magiche sorprese i due “custodi” accompagneranno i bimbi in un viaggio immaginario. Uno spunto per parlare di attesa, curiosità e cura. Un modo per ricordare quanto poi nella realtà lo “straordinario” della NATURA sia più magico di tutte le fantasie possibili. In scena un morbido e grande materasso. Una soglia, simbolo di un confine da varcare per crescere ed evolvere. Una carrozzina, incubatrice di sogni e metafora di accudimento. Un uovo protagonista assoluto e centro dello sviluppo drammaturgico. Un progetto per un Teatro che parla ai piccoli spettatori attraverso la suggestione dei gesti, la fisicità degli attori, l’emozione della musica. Un racconto senza parole, un linguaggio semplice ma evocativo per lasciare lo spazio necessario e immaginare…per raccontare in libertà di morbido, di piccolo, di mistero e di stelle…
O.Z. STORIA DI UN’EMIGRAZIONE
giovedì 7 e venerdì 8 febbraio 2019
Teatro Sala Umberto – Via della Mercede, 50
lunedì 26 febbraio 2019

Teatro Biblioteca Quarticciolo
Via Ostuni, 8
ECO DI FONDO (MI)
ETÀ: 8-13 ANNI
DURATA: 60 MINUTI
GENERE: TEATRO D’ATTORE
COSTO BIGLIETTO: 6 EURO
A causa di un uragano, la nave da crociera su cui viaggia la piccola e viziatissima Dorothy, naufraga. Al risveglio, la bambina, si ritrova catapultata in una realtà mai vista prima. Comincia per lei un lungo cammino attraverso paesaggi meravigliosi ma anche terre devastate dalla guerra e dalla povertà, durante il percorso Dorothy, incontra persone incredibili tra cui una ragazza che vuole conquistare il proprio diritto allo studio (lo spaventapasseri che desidera un cervello); un burbero ragazzo che desidera conquistare la libertà di amare chi vuole (il taglialegna in cerca di un cuore); ed un disertore che tutti immaginano gloriosamente morto in battaglia (il leone codardo). Tutti sono in viaggio verso O.Z. Verso la speranza, verso l’utopia di cambiare la propria vita. Ma O.Z. è una finzione. O.Z. è solo una delle tante “Lampedusa” dei nostri giorni.

Marzo

LUPI BUONI E TORI CON LE ALI
lunedì 4 e martedì 5 marzo 2019
Teatro Biblioteca Quarticciolo
Via Ostuni, 8
ARTEVOX TEATRO
CON IL SOSTEGNO DI TEATRO DEL BURATTO (MI)
ETÀ: 4-10 ANNI
DURATA: 45 MINUTI
GENERE:TEATRO DI FIGURA, PUPAZZI, VIDEOPROIEZIONI
COSTO BIGLIETTO: 6 EURO
Chi l’ha detto che tutti i lupi sono cattivi? E che tutte le coccinelle portano fortuna? Che i draghi fanno paura? E chi l’ha detto che i tori non possono volare? C’erano una volta un lupo buono che desiderava tanto avere dei cuccioli, un drago spiritoso, una coccinella malvagia e… due tori con le ali! La storia che raccontiamo guarda nel profondo del cuore, senza fermarsi alle apparenze, senza leggere il mondo attraverso quelle fastidiose etichette che troppo spesso mettiamo addosso alle persone oppure, ci sentiamo addosso noi stessi. Chi l’ha detto che Mattia è monello? E che Chiara sia troppo timida e impacciata? Forse non “sono” in un modo solo, ma al contrario, contengono dentro di sé tanti modi di essere, tutti insieme. E così ecco a voi Abaco e Rustico, i protagonisti della nostra storia, che sono talmente fuori dagli schemi da sommare in sé le caratteristiche di tre animali diversi: delle vistose corna da toro, delle grandi ali da ape e delle belle zampe palmate da cigno. Esseri impossibili da etichettare, troppo complessi per essere “semplificati” con un’unica definizione. Inizialmente la loro unicità li fa sentire soli, ma si trasformerà presto nella felicità condivisa di sentirsi accettati semplicemente per come si è. Uno spettacolo delicato, divertente e ricco di linguaggi che racconta di mondi e personaggi fantastici. Una storia che attraverso la metafora degli animali (molto frequentata nell’immaginario dei più piccoli grazie alle favole) parla del valore della diversità e della bellezza di trovare la strada giusta per esprimere liberamente il tesoro che ognuno di noi racchiude dentro di sé, e che ci rende unici e preziosi.

Aprile

IL PIÙ FURBO.
Disavventure di un incorreggibile lupo. 
Dall’opera di Mario Ramos
lunedì 1 aprile 2019
Teatro Biblioteca Quarticciolo – Via Ostuni, 8
TEATRO GIOCO VITA
ETÀ: 3-7 ANNI
DURATA: 50 MINUTI
GENERE: DANZA, TEATRO D’OMBRE
COSTO BIGLIETTO: 6 EURO
Nel folto del bosco un grande e cattivo Lupo affamato incontra la piccola Cappuccetto Rosso e subito elabora (dopotutto lui è il più furbo) un diabolico piano per mangiarsela. Senza esitazioni, lo mette in pratica. Mentre si avvicina alla casa della nonna, pregusta già il pranzetto: sarà uno scherzo da ragazzi divorarsele entrambe… Sembra l’inizio della favola che tutti conosciamo, almeno finché il Lupo (che si crede davvero il più furbo), non infila la rosa camicia da notte della nonna con tanto di cuffietta d’ordinanza, ed esce di casa… rimanendo chiuso fuori! Così conciato e in attesa di elaborare un nuovo, geniale piano, al Lupo (che ancora si crede il più furbo), non rimane che nascondersi nel bosco. Ma il bosco, ahimè, è un luogo molto frequentato, soprattutto dai personaggi delle fiabe, e il nostro Lupo fa imbarazzanti incontri (i Tre Porcellini, i Sette Nani, il Principe Azzurro, etc.) che mettono fortemente in crisi la sua vanità. Povero lupo! Tutti, invece di avere paura di lui, lo scambiano per un’innocua vecchietta. Per fortuna Cappuccetto Rosso è una bambina molto gentile e viene in suo aiuto. Eh sì, e lui che pensava di essere il più furbo! Ridere di questo lupo, in cui in fondo tutti ci possiamo riconoscere, è ridere di noi, e questo ci fa sentire tutti più umani. Dalle disavventure di questo lupo usciamo con la gioiosa convinzione che la vita, nonostante tutto quello che ci può accadere, possa essere comunque un’avventura meravigliosa. “Il più furbo” vede in scena un solo attore-narratore che, aiutandosi con tutto il repertorio di tecniche d’ombra proprie del linguaggio teatrale di Teatro Gioco Vita e una qualità di movimento fortemente coreografica, interpreta tutti i personaggi della storia e ci conduce dentro un mondo sorprendente, dove la dimensione favolistica e quella realistica s’incontrano e si scontrano producendo quell’effetto comico e grottesco proprio della storia raccontata. Le figure in ombra, essenziali ma cariche di espressività e humor, e il linguaggio, diretto e scanzonato, contribuiscono a rafforzare i temi che la storia, senza moralismi, ci propone.
POLLICINO
giovedì 4 aprile e venerdì 5 aprile 2019
Teatro Sala Umberto
Via della Mercede, 50
TEATRO DELLA TOSSE/TEATRO DEL PICCIONE
ETÀ: 6-10 ANNI
DURATA: 60 MINUTI
GENERE: TEATRO D’ATTORE
COSTO BIGLIETTO: 8 EURO
Tracce, sassi bianchi lasciati sulla strada. La strada percorsa per diventare ciò che sei. Pollicino è un invito a diventare grandi senza paura o, perlomeno, a dar voce alla paura sana, intrinseca in ogni distacco.
La paura, la fatica, il coraggio, la curiosità, la gioia che ti hanno accompagnato durante quel viaggio compiuto. La fame di una casa troppo stretta, il buio del bosco, l’odore dell’orco, l’intuito della fuga, la pienezza del tesoro conquistato, la felicità di un ritorno a casa. Grazie alla semplicità con cui la fiaba sa raccontare, attraverso ogni tempo e ogni luogo, una storia buia può farsi luminosa e diventare un piccolo inno alla vita e alla speranza.
I 4 MOSCHETTIERI IN AMERICA
Radiodramma animato
lunedì 8 e martedì 9 aprile 2019
Teatro Biblioteca Quarticciolo
Via Ostuni, 8
COMPAGNIA I SACCHI DI SABBIA
ETÀ: 10-13 ANNI
DURATA: 60 MINUTI
GENERE: TEATRO D’ATTORE
COSTO BIGLIETTO: 6 EURO
Giovedì 18 ottobre 1934 – dieci anni dopo l’inizio ufficiale in Italia delle trasmissioni radiofoniche – andò in onda la prima puntata de I 4 moschettieri «parodia di Nizza e Morbelli con musiche di E. Storaci»: abbinata ad un famoso concorso di figurine sponsorizzato dalla Perugina, la radiorivista (così venne definita ai tempi) si impose in poche settimane come un vero e proprio fenomeno di costume, contribuendo decisamente alla diffusione e alla vendita degli apparecchi radiofonici in Italia. Angelo Nizza e Riccardo Morbelli – i giovani autori piemontesi che la tennero in vita ininterrottamente per quattro anni – si ispirarono al famoso capolavoro di Dumas, riscrivendo in stile parodico e rivistaiolo le famose gesta di Athos, Porthos Aramis e D’Artagnan.I 4 moschettieri lasciò un segno indelebile nell’immaginario collettivo italiano (la “trasmissione più seguita di tutti i tempi”), ergendosi a crocevia delle più disparate esperienze artistiche e pubblicistiche (pubblicità, teatro, radiofonia, grafica). I 4 moschettieri in America è ambientato nell’America degli Anni Trenta: qui, i famosi eroi di Dumas si ritrovano a inseguire – tra gangster, pupe e sparatorie – il sogno di una nuova grandezza, che solo il cinema potrà soddisfare. Un pastiche dunque che – alla maniera di Nizza e Morbelli – si avvale di gustose contaminazioni: dal cinema di Billy Wilder, ai testi di Jules Verne, alle moderne graphic novel. Restituire un radiodramma alla sua fruizione visiva, tracciare figure lasciando a chi guarda il lavoro di immaginare, è il cuore di questa avventura dedicata ai piccoli spettatori. Complice della compagnia, il pittore Guido Bartoli, chiamato a illustrare il teatro giocattolo che costituirà il centro della scena. Lo spettacolo è stato presentato in 3 puntante in occasione dell’edizione 2015 di “Infanzia e città”.

Maggio

CAPPUCCETTO ROSSO
lunedì 6 maggio 2019
Teatro Brancaccio
Via Merulana, 244
COMPAGNIA LA LUNA NEL LETTO/ASSOCIAZIONE CULTURALE TRA IL DIRE E IL FARE
IN COPRODUZIONE CON TEATRI DI BARI E
COOPERATIVA CREST, CON LA PREZIOSA
COLLABORAZIONE DELLA COMPAGNIA ELEINAD
CON IL SOSTEGNO DI SCUOLA DI DANZA ARTINSCENA
ETÀ: DAI 6 ANNI
DURATA: 50 MINUTI
GENERE: TEATRO D’ATTORE, DANZA
COSTO BIGLIETTO: 10 EURO
Un lupo si prepara a cacciare. Qualsiasi animale del bosco, può andar bene; l’importante è placare la fame. Ma la sua preda preferita è Cappuccetto Rosso. Come in un sogno ricorrente o in una visione, cura ogni dettaglio della sua cattura: un sentiero di fiori meravigliosi è l’inganno perfetto. Questo però gli costerà la vita. Così è scritto, da sempre. In questo show che chiamiamo vita, egli non è soltanto un lupo, ma IL LUPO, che non vince… ma non muore mai.
Michelangelo Campanale dirige un gruppo di danzatori-acrobati affrontando la più popolare tra le fiabe: Cappuccetto Rosso, che arriva da lontano e grazie alla scrematura del tempo racconta argomenti legati alla vita, in maniera semplice, ma esatta. Le relazioni tra i personaggi e la dinamica della storia si rivelano sulla scena attraverso il corpo, il linguaggio non parlato, ispirato all’immaginario dei cartoni animati di inizio ‘900; le luci, i costumi e le scene si compongono in una danza di simboli, citazioni pittoriche (Goya, Turner, Bosch, Leonardo da Vinci), che ridisegnano la fiaba con la semplicità di ciò che vive da sempre e per sempre.

Proposte spettacoli 2018-2019
per le scuole superiori

Ottobre

LA CLASSE.
Uno spettacolo di pupazzi uomini e una suora d’Ivrea
Mattatoio 23-24 ottobre 2018
Fabiana Iacozzilli, dal 2008 alla guida della compagnia Lafabbrica, si è imposta all’attenzione nazionale attraverso un teatro sorretto da un fortissimo impianto visivo e scenotecnico. Su questa sapienza poggia anche La Classe – un docupuppets per marionette e uomini, spettacolo vincitore del bando CURA 2018 e finalista per I Teatri del Sacro e per il Premio Dante Cappelletti 2017. Facendo riferimento a La Classe Morta di Tadeusz Kantor, Iacozzilli indaga il rapporto tra la nostra infanzia e il nostro diventare adulti: cosa rimane dentro di noi delle esperienze e delle cose che impariamo da bambini? Cosa facciamo delle emozioni negative, del male, della paura, delle botte ricevute da bambini? Pupazzi di legno, fantocci di gioventù morte, si muovono senza pathos su dei tavolacci che ricordano banchi di scuola o tavoli operatori di qualche esperimento che fu. Queste creature dell’artista Fiammetta Mandich, abitano la scena per raccontare un mondo perduto nella memoria eppure così centrale nell’esistenza di ognuno.
IL GIUOCO DELLE PARTI
Teatro India
23-28 ottobre
Il Teatro di Pirandello invade il palcoscenico del Teatro India con Il giuoco delle parti diretto da Alessio Bergamo. Il progetto, nato dall’evoluzione di un laboratorio svoltosi lo scorso anno all’interno della Scuola di Perfezionamento del Teatro di Roma, è stato portato avanti dal regista con quattro attori, cercando di attuare il gioco che propone Pirandello. Non solo quello dei personaggi con le parti, ma anche quello degli attori coi personaggi e con le loro parti.
«È un gioco rischioso. Per tutti. Innanzitutto per i materiali con cui si gioca e per le poste personali che vengono messe sul piatto. E poi perché se i personaggi lo fanno e lo rifanno identico e con la stessa immutata vitalità ogni volta che si apre il libro, per noi è diverso – dichiara Alessio Bergamo – Non possiamo essere identici ogni sera, essere identicamente sensibili e vitali agli stessi punti, alle stesse interazioni, alle stesse parole. Ogni sera. Non possiamo e troviamo sbagliato provarci. Abbiamo quindi deciso di assumere come punto di forza il dato della nostra mutevolezza, del respirare dei nostri rapporti scenici, del nostro gioco, della vitalità di questo gioco. Ci esercitiamo a guidare l’onda mentre ci facciamo sopra il surf. Senza negare l’onda e cercando di far sì che non ci sbalzi dal surf».
Una affascinante successione di sei opere diverse dedicate allo stesso tema, allo stesso dramma, intessute dello stesso materiale: il giuoco delle parti.

Novembre

GLI SPOSI
Teatro india 9-11 novembre 2018
Teatro Biblioteca Quarticciolo
14 novembre 2018 in matineè
Daniele Timpano ed Elvira Frosini portano in scena la loro nuova creazione, Gli sposi – romanian tragedy, la storia di un’ordinaria coppia di potere, Nicolae Ceausescu ed Elena Petrescu, che hanno governato la Romania per oltre vent’anni. Il più sinistro tra i tiranni dei paesi del blocco comunista e sua moglie, dittatori capricciosi e sanguinari, per oltre vent’anni, come dei moderni Macbeth e Lady Macbeth dei Balcani hanno seminato la paura nel popolo rumeno per poi finire sommariamente giustiziati davanti alle telecamere, sotto gli occhi del mondo, il 25 dicembre 1989.
Una tragedia rumena, tratta dal testo di David Lescot, il quale scrive: “Un uomo e una donna. Delle persone molto ordinarie, nella Romania del XX secolo. Entrambi vengono dalla campagna. Un po’ nello stesso modo l’uno e l’altra si ritrovano a militare nel Partito Comunista. Niente sembra distinguerli dai loro compagni. Tranne il fatto che sono un po’ meno dotati della media. Sono delle creature senza smalto in un mondo senza orizzonte.” Una storia d’amore e politica che ha segnato la Storia contemporanea.
LA SCORTECATA
Teatro India
11 o 12 novembre 2018
Lo cunto de li cunti overo lo trattenimiento de peccerille di Giambattista Basile, noto anche col titolo di “Pentamerone” (cinque giornate), è una raccolta di cinquanta fiabe raccontate in cinque giornate, che prendendo spunto dalle fiabe popolari elabora un mondo affascinante e sofisticato. La scortecata è “lo trattenimiento decemo de la iornata primma” e narra la storia di un re che si innamora della voce di una vecchia, la quale vive in una catapecchia insieme alla sorella più vecchia di lei. Emma Dante riscrive e dirige la fiaba ambientandola in una scena completamente vuota ed affidando a due uomini il ruolo di due personaggi femminili, come nella tradizione del teatro settecentesco. Le due vecchie, sole e brutte, si sopportano a fatica ma non possono vivere l’una senza l’altra. Per far passare il tempo nella loro misera vita inscenano la favola con umorismo e volgarità, e quando alla fine non arriva il fatidico “e vissero felici e contenti”, la più giovane, novantenne, chiede alla sorella di scorticarla per far uscire dalla pelle vecchia la pelle nuova. Il dialetto napoletano dei personaggi, nutrito di espressioni gergali, proverbi e invettive popolari, produce modi e forme espressamente teatrali tra lazzi della commedia dell’arte e dialoghi shakespeariani a delineare una morale forte e sempre attuale: “il maledetto vizio delle femmine di apparire belle le riduce a tali eccessi che, per indorare la cornice della fronte, guastano il quadro della faccia. Ma, se merita biasimo una fanciulla che troppo vana si dà a queste civetterie, quanto è più degna di castigo una vecchia che, volendo competere con le figliole, si causa l’allucco della gente e la rovina di sé stessa”.
LA CLASSE
Teatro Sala Umberto
13-15 novembre 2018
I giorni di oggi. Una cittadina europea in forte crisi economica. Disagio, criminalità e conflitti sociali sono il quotidiano di un decadimento generalizzato che sembra inarrestabile. A peggiorare la situazione, appena fuori dalla città, c’è lo “Zoo”, uno dei campi profughi più vasti del continente. A pochi chilometri dallo “Zoo”, c’è un Istituto Comprensivo specializzato in corsi professionali che avviano al lavoro. La scuola, le strutture, gli studenti e il corpo docente sono lo specchio della depressione economica e sociale della cittadina. Albert, giovane professore di Storia, viene incaricato dal Preside dell’Istituto di tenere un corso di recupero pomeridiano per sei studenti “difficili”, sospesi per motivi disciplinari. Tuttavia Albert, intravedendo nella rabbia dei ragazzi una possibilità di comunicazione, riesce a far breccia nel loro disagio e conquista la fiducia della maggior parte della classe. Abbandona la didattica suggerita dal Preside e propone loro di partecipare a un concorso, un bando europeo per le scuole superiori che ha per tema “I giovani e gli adolescenti vittime dell’Olocausto”. L’Olocausto di cui gli studenti decideranno di occuparsi non riguarderà il passato, ma i tragici eventi che stanno avvenendo proprio nel paese da cui la maggior parte dei rifugiati dello “Zoo” scappa… e quello che doveva essere solo un corso pomeridiano si trasforma presto in un’intensa esperienza di vita che cambierà per sempre il destino del professore e degli studenti.
DFS
Teatro Vascello
23 novembre 2018
Nell’estate del 2015, Cecilia Bengolea e François Chaignaud sono tra i primi coreografi invitati dal TanzTheater Wuppertal di Pina Bausch, dopo la scomparsa della celebre coreografa, a creare un pezzo per la compagnia. Si cimentano in una performance che unisce il repertorio polifonico dei madrigali alla dancehall di Kingston. Il loro ultimo spettacolo, DFS, è il proseguimento di questa bizzarra ricerca capace di unire tecniche e stili tradizionali alle pratiche contemporanee in cui la danza diventa forma espressiva generazionale per la resistenza alle nuove ideologie oppressive.
In DFS cinque ballerine e artisti della dancehall giamaicana s’incontrano in scena per confrontarsi con il canto e svariate tecniche di danza. Diversi vocabolari si fondono forgiando un’inedita scrittura coreografica astratta e umoristica, in grado di creare figure e forme, riconciliazioni, combinazioni e nuovi immaginari. DFS è un rituale collettivo stregato, capace di affondare le sue radici in uno sguardo profondamente antropologico che esplora con sapienza e leggerezza le forme convenzionali dell’espressione coreografica e musicale.
LE RANE
Teatro Eliseo
dal 27 novembre al 9 dicembre 2018
Le Rane, sfrondato dagli anacronismi, dimostra che per il genere comico può esistere una manifattura a lunga conservazione, che consenta di ridere anche oggi, consapevolmente, di un testo classico. Dioniso, il dio del teatro, si reca nell’oltretomba per riportare alla vita Euripide. Ma questi è assorto in un furioso litigio con Eschilo per stabilire chi dei due sia il più grande poeta tragico. Dioniso si fa giudice e, scegliendo di anteporre il senso della giustizia e il bene dei cittadini alle proprie preferenze personali, finisce per dare la palma della vittoria ad Eschilo, che dovrà salvare Atene dalla situazione disastrosa in cui si trova. Eschilo accetta di tornare tra i vivi lasciando a Sofocle il trono alla destra di Plutone, a patto che non lo ceda mai a Euripide.

Gennaio

DON GIOVANNI
Teatro Argentina
10 o 11 gennaio 2019
Don Giovanni di Molière, emblema della seduzione e simbolo della rivolta della libido contro le remore della teologia, torna in scena nella versione diretta da Valerio Binasco, originale e al contempo fedele al testo. Il personaggio comparve per la prima volta nel dramma di Tirso de Molina El burlador de Sevilla y Convidado de piedra, ma è con Molière che ha acquistato spessore, divenendo un vero e proprio mito della letteratura europea. Una commedia in prosa, in cinque atti, dove centrale risulta il protagonista, verso il quale convergono tutte le scene, e in cui forte è la tematica religiosa in relazione alla sua funzione morale e alla società.
Il libertinaggio di Don Giovanni si rivela un atto profondo di ricerca di libertà, anche quando sfocia nella blasfemia o nell’ateismo. Un eroe-criminale solitario che non teme di portare avanti la sua sfida contro Dio. L’unico a difendere i principi della fede e della religione è il bizzarro servitore Sganarello che tuttavia crea un’umoristica confusione tra credo e superstizione. A trionfare è dunque, l’immagine del libertino empio e immorale proprio come ci tramanda la tradizione alla quale il regista si affida: «Quel che provo a fare, è mettere insieme quello che come regista e attore ho imparato da diverse fonti, dai maestri, dalle esperienze passate.
Oggi avvertiamo un’urgenza sacrosanta: ossia di recuperare il rapporto con il pubblico. Per questo, dobbiamo fare l’impossibile per renderci comprensibili, per emozionare ogni spettatore, per non farlo sentire “estraneo” rispetto all’opera»
LA TRAVIATA
Teatro Costanzi 25
gennaio 2019
DIRETTORE Stefano Ranzani e Carlo Donadio
REGIA Sofia Coppola
MAESTRO DEL CORO Roberto Gabbiani
SCENE Nathan Crowley
SCENOGRAFO COLLABORATORE Leila Fteita
COSTUMI Valentino Garavani, Maria Grazia Chiuri, Pierpaolo Piccioli
REGISTA COLLABORATORE Marina Bianchi
COREOGRAFIA Stéphane Phavorin
LUCI Vinicio Cheli
VIDEO A CURA DI Officine K
VIOLETTA VALERY Francesca Dotto /
Orchestra, Coro e Corpo di Ballo del Teatro dell’Opera di Roma
AMINTA
Teatro India
22-27 gennaio 2019
La celebre Aminta di Torquato Tasso, sospesa tra teatro e lirica d’amore, coi i suoi personaggi incastonati in un passato mitico e con uno snodo drammaturgico ricco di stimoli e accadimenti, diventa, grazie a Luca Brinchi e Daniele Spanò, un progetto che si articola attraverso l’incontro tra differenti realtà artistiche che sperimentano linguaggi diversi. Teatro, arte contemporanea, set design per moda ed eventi musicali si fondono nel tentativo di raccontare il conflitto tra le istituzioni civili e le leggi della Natura. Il rimpianto dell’Età dell’Oro sarà il nucleo tematico e visivo dello spettacolo: un luogo e un tempo mitici, nel quale l’uomo ha vissuto libero da vincoli. Tra sentimenti di libertà e pulsioni si descrive una chiave di lettura profonda della vita umana. Come in una profezia l’opera vuole sottolineare la caduta delle certezze umane e il desiderio di abbandonarsi ancora una volta alla grandezza della Natura e delle sue implacabili forze.
Si ricreano un luogo e un tempo mitici, nel quale l’uomo ha vissuto libero da vincoli. Un’epoca ideale in cui l’essere umano è stato in grado di godere a pieno dei frutti della Natura e di Amore, animato unicamente dalla libertà e dall’istinto, in assenza di una legge civile che impedisse comportamenti considerati “eccessivi”. “Se piace è lecito”, non solo esprime questo sentimento di libertà e pulsioni, ma descrive una chiave di lettura profonda della vita umana. Un sentimento, questo, incarnato dalla figura del Satiro, unico testimone dell’Arcadia. È il piacere sensuale, erotico e istintivo, quello bestiale e puro, ad essere rimpianto dal coro, un passato perduto dove le regole erano tacite e assenti e la Natura non tramutava in colpa gli istinti delle proprie creature. Aminta e Silvia, vivono in un’eterna adolescenza, momento della vita di ogni individuo in cui emergono le caratteristiche dirompenti dell’età dell’oro.

Febbraio

TURANDOT
Teatro Argentina
5-10 febbraio 2019
È un confronto raffinato e diretto tra la cultura teatrale asiatica e quella europea, la Turandot diretta da Marco Plini.
Per la prima volta un regista italiano si confronta con la tradizione dell’Opera di Pechino, affrontando quella che viene definita la favola per antonomasia, emblema della grande Cina, esaltandone i colpi di scena e l’esotismo. Un sofisticato gioco di specchi tra due realtà all’apparenza lontane, ma in fondo affini e affascinanti, che si attraggono reciprocamente, perché entrambe eredi e portatrici di civiltà antiche e misteriose di un tempo passato.
La raffinata arte interpretativa dell’Opera di Pechino, capace di fondere recitazione, danza, musica e perfezione gestuale si coniuga e armonizza con il punto di vista visionario tipico italiano e le sue scene illusionistiche. La fortunata esperienza italo-cinese della messa in scena del Faust prosegue e si perfeziona con un’opera consolidata e amata nella nostra cultura come la Turandot, attraverso la rivisitazione della novella del principe Calaf e della celebre principessa, che sottolinea la maestosità e l’eternità della sua poetica, dei suoi personaggi in continua evoluzione e dei loro sentimenti dirompenti, enfatizzati dalla melodia inconfondibile di Puccini.
STORIA DI UN’AMICIZIA
Teatro di Villa Torlonia
21 o 22 febbraio 2019
Fanny & Alexander tornano alla letteratura dedicando una trilogia alla scrittrice più chiacchierata del nostro paese, Elena Ferrante, portata in scena con Storia di una amicizia. Un progetto imperniato sul più famoso dei suoi libri, L’amica geniale, che inaugura il fortunato ciclo di romanzi attorno all’amicizia di Elena e Lila; ed è proprio questo rapporto, quasi un archetipo della relazione amicale, che Chiara Lagani e Fiorenza Menni, amiche anche nella realtà, ricreano sulla scena dirette da Luigi De Angelis. Lo spettacolo, diviso in tre capitoli (Le due bambole, Il nuovo cognome e La bambina perduta), si basa sulla storia dell’amicizia tra due donne, seguendo passo passo la loro crescita individuale, il modo di influenzarsi reciprocamente, i sentimenti, le condizioni di distanza e prossimità che nutrono nei decenni il loro rapporto. Sullo sfondo la coralità di una città/mondo dilaniata dalle contraddizioni del passato, del presente e di un futuro, i cui confini feroci faticano ancora a delinearsi con nettezza.

Aprile

NOVECENTO
Teatro Eliseo
5 aprile 2019
Dopo il debutto avvenuto al Festival di Asti 16, il 27 giugno del 1994, sono ormai oltre 500 le repliche e più di 200 mila gli spettatori per un monologo diventato un “cult” della scena italiana. Questi i numeri di Novecento, che prosegue la sua rotta, come il transatlantico Virginian, attraccando nei porti di piccole e grandi città, in piccoli e grandi teatri. Lo spettacolo riparte dagli andamenti musicali della parola, dai gesti surreali, dalle evocazioni magnetiche che lo resero, al debutto, apprezzato dalla critica e amato dal grande pubblico.

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